Paesaggio e Sentieri

Ambiente Naturale

Ambiente Naturale

Il territorio di Barbarano Vicentino, esteso su una superficie di circa venti chilometri quadrati, oltre al centro principale situato ai piedi del rilievo collinare, comprende anche la frazione di Ponte di Barbarano e le località di San Giovanni in Monte, di Mezzana e di Monticello. 
La superficie ha una forma allungata in direzione nordovest-sudest e la porzione più settentrionale occupa le quote più elevate, spingendosi molto all’interno del complesso dei Colli Berici. Le elevazioni maggiori sono rappresentate dal Monte della Cengia (427 m) e dal Monte Tondo (417 m), ma tutto l’altopiano sommatale presenta un susseguirsi di alture e di depressioni dal profilo dolce e ondulato, con dislivelli di poche decine di metri e con una morfologia tipicamente carsica.

 

Lungo i versanti, che digradano verso la pianura alluvionale con pendenze più o meno accentuate a seconda della consistenza della roccia, livelli sorgentiferi ben definiti, in corrispondenza di strati maggiormente argillosi e quindi impermeabili, alimentano alcuni torrenti di modesta entità e portata; fra questi, il Rio delle Scudellette, detto Scaranto, attraversa il centro di Barbarano Vicentino per perdersi poi nei tanti fossi e canali che segnano, con un fitto e regolare reticolo, la campagna coltivata tra Barbarano e Ponte. Le estreme propaggini del rilievo si prolungano nella pianura più a sud con il promontorio del Castellaro e con la collina allungata di San Pancrazio, mentre il Monticello di Barbarano appare del tutto isolato, circondato com’è su ogni lato dalle alluvioni quaternarie tra i Colli Berici e i Colli Euganei.

Aspetti Geologici

La serie stratigrafica è rappresentata in misura pressoché completa, con una successione normale e scarsamente disturbata da eventi tettonici. Ai livelli basali affiora la “Scaglia Rossa” cretacica, la più antica formazione geologica osservabile sui Colli Berici.
A questa è sovrapposta una scaglia grigia, che segna il passaggio dall’era secondaria o Mesozoico all’era terziaria o Cenozoico e, ancora più in quota, appaiono le biocalcareniti a macroforaminiferi più o meno marnose dell’Eocene medio e superiore, mentre sulla sommità del rilievo fanno la loro comparsa le pareti rocciose verticali delle formazioni oligoceniche, ricche di resti fossili di alghe calcaree e di coralli.Il vulcanesimo, attivo a più riprese nel corso delle ere geologiche che precedettero e segnarono il sollevamento del rilievo berico, non è particolarmente rappresentato nel territorio di Barbarano Vicentino: sono presenti affioramenti di rocce più o meno scure, a testimonianza di manifestazioni eruttive soprattutto a carattere esplosivo: queste hanno attraversato il corpo calcareo riversando, nelle immediate vicinanze del condotto di risalita, materiale piroclastico (ceneri, lapilli, scorie e piccole bombe vulcaniche) a formare depositi dalle dimensioni piuttosto ridotte, asportate poi dall’erosione.

La pianura, la collina, i corsi d’acqua, la fauna e la flora

Corsi d’acqua

La pianura, oggi intensamente coltivata, è un susseguirsi continuo di piccoli appezzamenti senza soluzione di continuità, delimitati unicamente da fossi e scoline per l’irrigazione dei campi. Sono così scomparsi già da tempo i segni di quanto l’uomo aveva in passato messo a dimora (siepi, alberate, filari di gelsi ai margini dei campi o di salici lungo gli argini dei canali).
Gli stessi canali e i fossi e le scoline, quando non siano troppo inquinati o non vengano interrati o costretti a scorrere in grosse tubazioni di cemento, rappresentano gli ultimi ambienti dove si concentra una maggiore diversità biologica. Qui si possono osservare piante ormai rare altrove e forme di vita animale (insetti, pesci, anfibi e rettili), il cui ciclo biologico è strettamente legato alla presenza dell’acqua.

 

Sulla collina, al contrario, il quadro è molto più articolato. Anche qui l’uomo ha saputo ricavare terrazzamenti e fazzoletti di terra per coltivare soprattutto la vite e l’olivo, ma questi ridotti appezzamenti appaiono sempre più, man mano che si sale in quota, isole circondate e quasi assediate da una vegetazione spontanea sempre più fitta. Se alla base dei colli la macchia arbustiva appare piuttosto rada, la copertura boschiva prende il sopravvento verso la sommità, fino a diventare prevalente al culmine del rilievo; qui solo il fondo piatto delle doline e delle vallette carsiche appare a stento conquistato da magre e sofferenti coltivazioni. il bosco conserva un certo fascino e il suo attraversamento lungo i tanti sentieri tracciati suscita sensazioni di serenità, di calma interiore e il godimento di un paesaggio ancora integro, soprattutto dove la copertura boschiva è più fitta e i raggi del sole a fatica riescono a raggiungere il rado sottobosco.
La vegetazione collinare è caratterizzata da una particolare mescolanza di specie termofile, di ambiente cioè caldo, e di specie microterme, solite a vivere ad altitudini ben superiori a quelle massime raggiunte dal rilievo berico. Questa insolita situazione è imputabile alle variazioni climatiche succedutesi nell’ultimo milione di anni: durante le fasi glaciali quaternarie giunsero a più riprese sui Berici specie microterme, normalmente presenti alle alte quote delle vicine Prealpi. In seguito, con il miglioramento del clima verificatosi nel corso delle fasi interglaciali, il territorio fu conquistato da altre specie, mesofile o addirittura termofile. Tuttavia, sia le flore glaciali sia quelle interglaciali, nel loro ripetuto alternarsi, lasciarono alcune specie nei microambienti più favorevoli, dove si conservarono intatte fino ai giorni nostri, veri e propri “relitti” di situazioni climatiche oggi non più presenti sui Colli Berici. Analoghe fluttuazioni climatiche del periodo postglaciale, non altrettanto estreme, permisero poi l’immigrazione di specie di clima oceanico, che oggi sono confinate nelle vallette più umide, e altre a carattere invece continentale-steppico, che vivono solo nei luoghi aridi. Il tutto inserito nel quadro di una più diffusa e comune flora euroasiatica.
Il patrimonio faunistico dei Colli Berici in generale e del territorio di Barbarano Vicentino in particolare, risulta oggi notevolmente impoverito, per una serie di cause naturali e antropiche, facili da immaginare. Se in pianura lo si può ricercare soprattutto, o soltanto, lungo i canali e i corsi d’acqua, in collina è meglio distribuito, occupando alcune nicchie ecologiche ben definite (pozze permanenti, vasche per la raccolta dell’acqua, covoli e grotte naturali, piccole pareti rocciose, macchie boschive più appartate, ecc.).

Fonti di riferimento:

  • “Con noi lungo le vie e i sentieri di Barbarano Vicentino”, Amministrazione Comunale di Barbarano Vicentino, Tipografia L’Alba Cooperativa Sociale, 1995.
  • “Barbarano Vicentino: territorio, civiltà e immagini”, a cura di Ermenegildo Reato, Emilio Garon e Alberto Girardi, Vicenza, La Serenissima, 1999, vol. 1, tav. 1, pag. 20.

Sentiero Della Cengia N. 71

Sentiero Della Cengia

Lunghezza: 10 km
Quota di partenza: 60 m
Quota massima raggiunta: 427 m
Tempo di percorrenza: 3-4 ore (soste escluse)

Note sul percorso: questo itinerario storico-naturalistico è considerato il più interessante fra i cinque sentieri poiché spazia su tutta la zona montana di Barbarano Vicentino. Dal centro storico si sale sulle due più spiccate e panoramiche alture della zona, il Monte della Cengia e il Monte Tondo, i quali offrono all’escursionista momenti di osservazione veramente unici oltre che l’occasione per ammirare i più diversi esemplari di flora e di fauna locali. Lungo il percorso si potranno conoscere alcuni fra gli edifici e i manufatti storici più significativi della storia del paese: la casa di Andrea Ferretto, musicista e compositore che brevettò il musicografo (macchina per scrivere e stampare spartiti musicali), la Fontana del Bronzo (manufatto scavato nella roccia e risalente alla Grande Guerra Mondiale), il complesso di Villa-Marinoni con l’annessa cappella dedicata a San Gaetano Thiene e infine Villa Carampin. Altri siti di interesse storico osservabili lungo il percorso sono l’ex ospedale di San Martino, un avvallamento preistorico o protostorico dove furono rinvenuti reperti databili all’età del bronzo medio-recente e l’ex colonia “Achille De Giovanni”, sede della prima clinica italiana antitubercolare per bambini.

Guide consigliate:

  • “Con noi lungo le vie e i sentieri di Barbarano Vicentino”, Amministrazione Comunale di Barbarano Vicentino, Tipografia L’Alba Cooperativa Sociale, 1995.
  • Sentieri in tasca. Il sentiero della Cengia n. 71, Barbarano Vicentino, Vicenza, a cura di: Istituto Comprensivo – Barbarano Vicentino, Consorzio Pro Colli Berici – Basso Vicentino, Agenzia Sviluppo Colli Berici, San Germano dei Berici (Vi), Berica Editrice.

Sentiero Della Fontana Del Lavello N. 73

Sentiero Della Fontana Del Lavello

Lunghezza: 4,5 km
Quota di partenza: 60 m
Quota massima raggiunta: 225 m
Tempo di percorrenza: 2 ore (soste escluse)

Note sul percorso: breve escursione appena a monte del paese che permette di osservare la natura e le opere dell’uomo attraverso il tempo, quali la Fontana del Lavello e alcuni rari covoli scavati nella roccia. L’acqua è uno degli elementi che contraddistinguono questo percorso, spesso affiancato dallo scorrere del Rio delle Scudellette. I punti di partenza e di arrivo permettono agli escursionisti la visita a due degli edifici storici più importanti: il Palazzo dei canonici e la parrocchiale di Santa Maria Assunta. Da segnalare infine l’edificio dell’ex pretura, il cui ingresso è visibile all’inizio di via Vicariato, sul lato sinistro. Fino alla caduta della Repubblica Serenissima (1797) per opera di Napoleone Bonaparte, fu residenza dei vicari che a Barbarano amministravano la giustizia nelle cause civili.

Guida consigliata:

  • “Con noi lungo le vie e i sentieri di Barbarano Vicentino”, Amministrazione Comunale di Barbarano Vicentino, Tipografia L’Alba Cooperativa Sociale, 1995.

Sentiero Della Scudelletta N. 75

Sentiero Della Scudelletta

Lunghezza: 11 km
Quota di partenza: 60 m
Quota massima raggiunta: 416 m
Tempo di percorrenza: 4 ore (soste escluse)

Note sul percorso: questo sentiero propone un’ampia escursione che si spinge all’interno dell’altopiano berico, ricalcando anche alcuni tratti dei sentieri n. 71 e 81. Presenta alcuni passaggi di un certo impegno per l’escursionista, ma permette l’osservazione di notevoli elementi di sicuro interesse naturale, come le diverse varietà di orchidee selvatiche e la scogliera, un lungo tratto di roccia oligocenica che racchiude abbondanti cespi di coralli fossili visibili ad occhio nudo. Importanti gli edifici storici e i ritrovamenti che si possono incontrare lungo questo sentiero:

  1. la Chiesa di San Martino (divenuta ospedale nel XV secolo);
  2. le tombe rupestri (straordinario sito archeologico di probabile età longobarda o di tradizione alemanna, in cui vennero utilizzati i siti di antiche inumazioni paleovenete);
  3. la Chiesa di San Giovanni in Monte (recentemente restaurata e visitabile solo nei giorni programmati dall’associazione “Italia Nostra”);
  4. la Fontana di San Giovanni.

Sentieri in bici - Il Percorso Cicloturistico Delle Fontane N. 77

Lunghezza: 23 km
Quota di partenza: 19 m
Quota massima raggiunta: 80 m
Tempo di percorrenza: 3 ore (soste escluse)

Note sul percorso: questo facile tour in bicicletta lungo le tranquille stradine di Ponte di Barbarano è soprattutto un percorso che permette la visita delle ville di questa zona, godendo del paesaggio circostante. L’itinerario si snoda partendo da Villa Sangiantofetti-Pedrina-Rigon, raggiungendo Villa Pedrina e Villa Ghiotto in località Monticello, quindi Villa Testa-Sinigaglia in località Rampezzana e infine il complesso religioso San Pancrazio, nel colle omonimo. La bellezza e la vastità dell’area, sia del colle Monticello che del colle San Pancrazio, invitano ad inoltrarsi per escursioni a piedi che sono di facile impegno. L’itinerario attraversa anche la tranquilla località Mezzana, dove è ancora osservabile “la Pila”, un edificio abbandonato così chiamato perché una ruota imperniata sulla parete e mossa dalla forza del Siron veniva utilizzata per pilare il riso coltivato in abbondanza nelle vaste risaie che si estendevano fra Barbarano e Villaga.


Guida consigliata:

  • Con noi lungo le vie e i sentieri di Barbarano Vicentino”, Amministrazione Comunale di Barbarano Vicentino, Tipografia L’Alba Cooperativa Sociale, 1995.

Sentiero "Le Fontanelle" N. 79

Sentiero "Le Fontanelle"

Lunghezza: 13,5 km
Quota di partenza: 61,10 m
Quota massima raggiunta: 413, 5 m
Tempo di percorrenza: 5-6 ore (soste escluse)

Elenco delle fontane presenti sull’itinerario:

  1. Fontana della Scudelletta
  2. Fontana del Gallo
  3. Fontana vecchia della Scudelletta
  4. Fontana della Volpe
  5. Fontana delle Fontanelle
  6. Fontana di Zeffiro
  7. Fontana del Tirapelle
  8. Fontana di Pirella
  9. Fontana delle Trenta Tavelle
  10. Fontana del Crearo

 

Note sul percorso: tra tutti gli itinerari escursionistici nel Comune di Barbarano Vicentino questo sentiero rappresenta quello più completo ed appagante. Lungo il suo percorso infatti, è possibile cogliere gli aspetti principali del territorio, da quello della fascia pedecollinare a quello dei versanti più o meno ripidi che risalgono il rilievo fino alle massime quote, senza dimenticare le doline, le vallette e le depressioni carsiche che, alternate ai modesti rilievi, creano un paesaggio dolcemente modulato. Tra le peculiarità che si possono cogliere lungo l’itinerario, assumono un interesse particolare le numerose fontane costruite intorno ai punti di risorgenza e ricavate spesso nella viva roccia. Facile, anche se lungo e, nella parte iniziale, con dislivelli accentuati, si svolge prevalentemente su carrarecce sterrate e su sentieri ben tracciati.

Guide consigliate:

  • “Sentiero ‘Le Fontanelle’ n. 79”, testi a cura di Alberto Girardi e Luigino Nardon, foto di Alberto Girardi, Ass. “Pro Colli Berici” Barbarano Vic.no, Amministrazione Comunale Barbarano Vic.no, Gruppo Escursionisti S. Giovanni in Monte, Barbarano.
  • “Con noi lungo le vie e i sentieri di Barbarano Vicentino”, Amministrazione Comunale di Barbarano Vicentino, Tipografia L’Alba Cooperativa Sociale, 1995.